
Fiumicino, 28/09/2026
Per chi vive a Fiumicino la ciclabile lungo il Tevere è una specie di piccolo scrigno che si custodisce come fosse un tesoro prezioso.
Si parte da Borgo Valadier, si passa accanto ai Porti Imperiali, po si affiancano le mura dell’Episcopio di Porto e si arriva fino a Parco Leonardo pedalando accanto al fiume, tra canneti, campi e aironi che si alzano in volo al nostro passaggio. Dallo svincolo di Parco Leonardo (la strada parallela che scende fino a livello strada) la pista prosegue poi sull’argine fino al confine con Roma, per un totale di circa 6 km nel nostro comune.
È uno dei percorsi che amiamo di più, e proprio per questo oggi vogliamo raccontare anche quello che non va. E proporre qualche idea concreta, con numeri, esempi e fonti, per trasformarlo in un luogo vivo.
La pista non corre solo accanto al fiume. In pochi chilometri attraversa quasi duemila anni di storia del nostro territorio. Sul nostro sito la raccontiamo come un viaggio tra la stazione di Parco Leonardo e il parco archeologico dei Porti Imperiali, con tappe all’Episcopio di Porto, alla Chiusa dell’Episcopio, al Tevere, all’Oasi di Porto e alla stele in ricordo dei Garibaldini.

I Porti Imperiali di Claudio e Traiano. Da qui passava il grano che sfamava Roma. Nel 42 d.C. l’imperatore Claudio avviò la costruzione di un grande porto marittimo a nord della foce del Tevere, perché lo scalo fluviale di Ostia si stava insabbiando. Qualche decennio dopo Traiano aggiunse un bacino esagonale di 33 ettari e fece scavare la Fossa Traiana, che è l’attuale canale di Fiumicino. Oggi il mare è a circa 3 km dall’antico porto, e l’area archeologica è diventata anche un’oasi naturalistica, con zone umide e vegetazione rigogliosa.
L’Episcopio di Porto. Lungo la Portuense si alza il borgo medievale dell’Episcopio, chiamato anche Castello di Porto. Si conservano ancora le mura merlate e il portale con lo stemma di papa Sisto IV, che nel 1483 fece restaurare il complesso dopo esservi stato accolto dal vescovo Rodrigo Borgia, il futuro papa Alessandro VI. Il borgo era la sede dei vescovi di Porto e Santa Rufina e, dopo l’abbandono dell’antica città portuale, servì anche a difendersi dalle incursioni barbariche e saracene. Al suo interno c’è la chiesa dei Santi Ippolito e Lucia, dove sono custodite le reliquie del patrono di Fiumicino.
La stele in ricordo dei Garibaldini. È la tappa più nascosta e forse la più commovente. Ricorda Girolamo Malloni, Attilio Bruni e Attilio Cicinelli, morti nel Tevere nel 1898. Il 19 maggio di quell’anno i tre stavano risalendo il fiume verso Roma su una chiatta carica di legname quando una tromba d’aria li travolse. Nella memoria di Fiumicino erano ex garibaldini sopravvissuti alla spedizione di Villa Glori. Dimenticata per decenni e coperta dalla boscaglia, la stele è tornata alla luce durante i lavori per la pista, e oggi un nostro cartello la segnala a chi passa.
Tre luoghi, tre epoche diverse, collegati da un’unica pista. Anche per questo merita più cura.
Non siamo gli unici ad accorgerci che qualcosa non va. A marzo, in una segnalazione ripresa dalla stampa locale, ciclisti e camminatori che frequentano la pista hanno elencato fondo dissestato, staccionate divelte o mancanti con spuntoni sporgenti, crepe nell’asfalto, vegetazione fitta e cavi scoperti di un impianto di illuminazione mai entrato in funzione. Nella stessa occasione in consiglio comunale è stato ricordato che lungo il percorso sono sorti anche alcuni accampamenti.
Già due anni fa un volontario che si occupa della pulizia della pista, Vito Maria Arena, aveva segnalato una discarica vicino al parcheggio del cimitero sulla Portuense, con materassi, carrelli della spesa e motorini abbandonati.
I volontari della クイーン・シクラム, che da anni curano e raccontano il percorso da Roma al mare, danno a chi parte un’indicazione molto semplice: i punti ristoro sono a Ponte Galeria, Parco Leonardo, Fiumicino e Ostia, e nel mezzo non si trova niente. Tra la fontanella di Ponte Galeria e Fiumicino ci sono 13 km, dentro una riserva che a mezzogiorno può diventare rovente.
C’è poi un dettaglio che racconta bene la situazione. Prima della pavimentazione del 2024, lungo il percorso c’era un piccolo belvedere sul fiume con panchine e un’edicola informativa. Il pannello di quell’edicola è stato vandalizzato e sostituito dai volontari più volte, l’ultima a maggio di quest’anno. La cura, in questi anni, l’hanno fatta soprattutto loro.
Il paradosso è che l’opera era stata pensata bene. Nella scheda tecnica pubblicata dal Comune si legge che il tratto verso Roma è largo 3 metri secondo gli standard europei, con pavimentazione drenante adatta alle aree protette, parapetti in legno su entrambi i lati e cavidotti già predisposti per wifi e videosorveglianza. L’infrastruttura c’è. Mancano la manutenzione di tutti i giorni e quei piccoli servizi che trasformano un percorso di passaggio in un posto dove fermarsi.

Per anni tra la fine della ciclabile romana a Mezzocammino e l’inizio di quella di Fiumicino c’è stata una terra di nessuno di diversi chilometri. Chi voleva pedalare fino al mare doveva arrangiarsi, e sono stati i volontari a riaprire il passaggio nella vegetazione e a sistemare una serie di paline con le indicazioni per Fiumicino. Una petizione per rendere ufficiale il percorso ha superato le 6500 firme.
Adesso le cose stanno cambiando. Il tratto romano della Ciclovia Tirrenica tra Mezzocammino e il confine con Fiumicino, finanziato con fondi PNRR, doveva essere completato entro giugno, e da quello che si vede percorrendolo sembra ormai pronto. Il progetto di Roma Capitale prevede lungo l’argine aree attrezzate e pensiline con sedute per le soste.
Chi arriverà in bici da Roma troverà quindi sul lato romano pensiline e panchine. Poi entrerà nel nostro comune, nel tratto (per noi) più bello e più ricco di storia, e troverà crepe, canne e sole. Ci sembra un’occasione troppo importante per lasciarla passare.
Il cicloturismo in Italia è ormai un settore economico vero. L’ultimo rapporto di Isnart e Legambiente stima circa 49 milioni di presenze cicloturistiche nel 2025, con un impatto di 6,4 miliardi di euro sui territori. E un cicloturista su due unisce la bici alla scoperta del patrimonio culturale e dell’enogastronomia locale.
Fiumicino ha esattamente questo mix: il Tevere, i Porti Imperiali, l’Episcopio, l’Oasi di Porto, una ricac enogastronomia, una stazione ferroviaria a Parco Leonardo e un aeroporto internazionale a pochi minuti. Manca il pezzo che tiene insieme tutto: un percorso dove sia piacevole fermarsi.
Sulla Ciclovia del Sole, realizzata sull’ex ferrovia Bologna-Verona, il primo tratto aperto è stato dotato di cinque piazzole di sosta con illuminazione, wifi, ricarica per cellulari ed e-bike, kit di riparazione, rastrelliere, acqua, tavoli e cestini.
A Ravenna il Comune e la FIAB hanno firmato un patto di collaborazione per la cura delle colonnine di riparazione bici sparse in città. I volontari ne garantiscono l’efficienza, con piccoli contributi del Comune e della banca di credito cooperativo locale, e quando alcune colonnine sono state prese di mira dai vandali hanno suggerito di spostarle in punti più adatti. Una delle cinque, sulla pista ciclabile del mare, l’ha regalata la stessa FIAB. È un buon esempio di come pubblico, privati e associazioni possano dividersi costi e manutenzione.
E per restare a casa nostra, lungo Pedalaria, la ciclovia verso l’aeroporto finanziata da Aeroporti di Roma, sono state installate panchine in legno per la sosta lungo tutto il percorso. A pochi chilometri dal parco fluviale abbiamo già un esempio di come si fa.
L’idea di fondo è semplice. Con interventi piccoli e un budget adatto ma contenuto, trasformare la pista in un posto vivo, in un vero e proprio parco fluviale, dove cittadini, famiglie e turisti abbiano voglia di passare del tempo. Le immagini che seguono sono simulazioni grafiche: mostrano come potrebbero diventare alcuni tratti del percorso.
Ma la prima cosa da fare in assoluto è avere un piano di manutenzione ordinaria.
Manutenzione regolare, con un calendario pubblico. Sfalci periodici, pulizia, riparazione di crepe e staccionate, messa in sicurezza dei cavi scoperti. Sarebbe utile un calendario degli interventi pubblicato sul sito del Comune, così chiunque sa quando la pista viene curata e può segnalare i problemi.
Da aprile a ottobre pulizia ogni mese.
Nei restanti mesi previa verifica, cosi si ottimizzano i costi ma si mantiene la pista pulita, sicura e decorosa.
PUNTI SOSTA LUNGO IL PERCORSO
Punti sosta lungo tutto il percorso. Due panchine, un tavolo, un cestino e una rastrelliera, più o meno ogni 800 metri.
Arredi in legno coerenti con i parapetti già presenti.

ALBERI PER FARE OMBRA.
Alberi per fare ombra. Nei tratti più esposti si possono piantare alberi tipici del litorale e di questo tratto del territorio: salici, frassini, olmo, aceri campestri, pioppi, etc… .
In qualche anno la pista diventerebbe percorribile anche d’estate.

PUNTI RISTORO
Piccoli punti ristoro dove ci si arriva facilmente. Nei tratti vicini a parcheggi e strade (come ad esempio lo svincolo verso parco leonardo o il parcheggio del cimitero di Fiumicino), piccole aree coperte con distributori di acqua, caffè e snack. Si possono affidare in concessione a un operatore che installa le macchinette, le rifornisce, tiene pulito e paga un canone al Comune.

AREE PIC NIC E FERMATE DEL BATTELLO SUL TEVERE
Aree picnic nelle anse del fiume. Alcune anse del Tevere oggi sono nascoste dalla vegetazione. Con tavoli, un piccolo belvedere in legno sull’acqua e qualche pannello su fiume e Porti Imperiali diventerebbero posti dove una famiglia può passare un pomeriggio intero. Il belvedere con le panchine esisteva già: si tratta di recuperare quell’idea e farla crescere. E quando ci sarà un servizio di battelli lungo il fiume si potranno creare delle fermate proprio in queste anse, come avviene ad esempio a Zurigo.

PANNELLI CHE RACCONTANTO IL TERRITORIO ED UNA OFFICINA PER RIPARARE AUTONOMAMENTE LE BICI
Pannelli che raccontano e servizi per chi pedala ed un officina per riparare le bici. Pannelli che accompagnino il ciclista da una tappa all’altra: i Porti Imperiali, l’Episcopio, la Chiusa, la stele. I punti sosta più importanti andrebbero messi proprio lì, dove ci si ferma comunque per guardare. Una panchina e un pannello accanto alla stele, per esempio, trasformerebbero un monumento ritrovato per caso in una tappa che tutti conoscono. Completano il quadro una o due colonnine di riparazione e le rastrelliere nei punti sosta.

Qui sotto una stima di massima per il tratto di Fiumicino, circa 6 km dai Porti Imperiali al confine con Roma. Le cifre sono nostre stime basate su prezzi medi di mercato per arredo urbano e opere a verde, IVA esclusa. Servono a dare un ordine di grandezza: i numeri veri arriveranno solo da un progetto e dal prezzario regionale.
| Intervento | Quantità ipotizzata | Stima |
|---|---|---|
| Fase 1 | ||
| Ripristino fondo, crepe, staccionate, messa in sicurezza cavi | tratti critici | 30.000 – 60.000 € |
| Punti sosta (2 panchine, tavolo, cestino, rastrelliera, posa) | 6 punti | 18.000 – 36.000 € |
| Fase 2 | ||
| Alberi (fornitura, messa a dimora, tutori) | 60 alberi | 15.000 – 27.000 € |
| Irrigazione e cure degli alberi per i primi tre anni | 9.000 – 18.000 € | |
| Piazzole coperte per i punti ristoro | 2 punti | 0 – 30.000 € (dipende dalla concessione) |
| Colonnine di riparazione bici | 2 | 2.000 – 5.000 € |
| Pannelli informativi sui luoghi storici e naturali | 8 | 5.000 – 12.000 € |
| Fase 3 | ||
| Aree picnic nelle anse (belvedere in legno, arredi, fondo drenante) | 2 aree | 50.000 – 80.000 € |
| Progettazione, sicurezza, imprevisti | circa 15-20% | 20.000 – 50.000 € |
| Totale investimento | circa 150.000 – 320.000 € | |
| Gestione ordinaria annua (sfalci, pulizia, cestini, piccole riparazioni) | circa 20.000 – 40.000 € l’anno |
Per dare un’idea della scala: con un solo contributo nazionale per la ciclabilità si coprirebbe gran parte della prima fase, e l’intero piano rientra nei limiti di un singolo contributo regionale.
Regione Lazio, Programma straordinario di investimenti pubblici. È un bando annuale per i Comuni che finanzia anche la voce “Viabilità e mobilità”, in cui rientrano manutenzione e messa in sicurezza di strade, marciapiedi e piste ciclabili, con contributi da 50mila a 500mila euro per intervento. L’edizione 2026 si è chiusa a luglio: c’è il tempo per preparare un progetto per la prossima.
Bici in Comune. È l’iniziativa del Ministro per lo Sport con Sport e Salute e ANCI che finanzia, tra le altre cose, la riqualificazione dei percorsi ciclabili esistenti. Per i Comuni come Fiumicino, tra 50.001 e 300.000 abitanti, il contributo massimo è di 113.000 euro. L’ultima finestra si è chiusa a gennaio 2025 e al momento non c’è una nuova edizione aperta. Arrivare pronti al prossimo avviso è possibile.
Città metropolitana e Regione. Su questa pista sono già intervenute: il tratto verso la Fiera è stato finanziato per 1,5 milioni di euro dalla Città metropolitana, e nel 2019 la Regione aveva stanziato 4 milioni per collegare la ciclabile di Parco Leonardo con Roma. Dopo investimenti di questa portata, chiedere risorse per la manutenzione e i servizi è ragionevole.
Privati, associazioni e cittadini. Aeroporti di Roma ha già finanziato Pedalaria, e l’esempio di Ravenna mostra che una banca locale o un’associazione possono donare colonnine e arredi. A giugno 2025 la commissione consiliare competente ha iniziato a lavorare ai Patti di Collaborazione, già adottati da oltre 200 comuni tra cui Bologna e Roma, per arrivare a un regolamento comunale. Con uno strumento così, volontari come quelli della Regina Ciclarum potrebbero prendersi cura di un tratto insieme al Comune, con regole chiare.
Un’idea resta un’idea finché qualcuno non la porta sul tavolo di chi può realizzarla. Per questo ti chiediamo una mano, anche piccola.
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Raccontaci la tua esperienza. Scrivi nei commenti quali tratti ti sembrano più trascurati e cosa ti manca di più lungo il percorso.
Mandaci le tue foto. Crepe, staccionate rotte, rifiuti, tratti invasi dalle canne, ma anche gli angoli più belli e i luoghi storici. Scrivici a info@visitfiumicino.com indicando il punto e la data dello scatto. Le useremo per un piccolo dossier da consegnare all’amministrazione.
Inserisci la tua segnalazione su Civis https://www.aworan.eu/civis/fiumicino
Coinvolgi il tuo quartiere e le associazioni. Se fai parte di un comitato di quartiere, di un’associazione sportiva, culturale o ambientalista, proponete di sostenere insieme questa idea. Le richieste che arrivano da più realtà del territorio hanno più forza.
Dai una mano sul campo. I volontari della クイーン・シクラム organizzano da anni giornate di pulizia e cura lungo il Tevere. Partecipare è il modo più diretto per dimostrare che questa pista sta a cuore a tanti.
Parlane con i consiglieri comunali. La pista è un bene di tutti, a prescindere da come la pensiamo. Chiedi ai consiglieri che conosci di portare la proposta in commissione e in consiglio comunale.
Il fiume, la natura e la storia ci sono già. Se in tanti chiediamo la stessa cosa, questa volta può diventare realtà.
Scrivi al Sindaco e agli assessori. È la cosa che conta di più. Una mail di cittadini che chiedono la stessa cosa pesa più di qualsiasi articolo. Il sindaco di Fiumicino è マリオ バッチーニ. Le deleghe che riguardano la pista sono quelle ai lavori pubblici e alla manutenzione urbana ( assessorato.lavoripubblici@comune.fiumicino.rm.it )
e quelle ad ambiente, parchi e verde pubblico ( assessorato.ambiente@comune.fiumicino.rm.it ).
Puoi scrivere anche alla PEC generale del Comune, protocollo.generale@pec.comune.fiumicino.rm.it: una comunicazione protocollata resta agli atti.
Qui sotto trovi un testo già pronto da copiare, firmare e inviare.
Oggetto: Proposta di riqualificazione e manutenzione del parco fluviale di Fiumicino – Parco Leonardo
Gentile Sindaco, gentili Assessori,
sono un cittadino / una cittadina di [quartiere o località] e frequento la pista ciclabile lungo l’argine del Tevere tra i Porti Imperiali, l’Episcopio di Porto, Parco Leonardo e il confine con Roma.
La pista ha bisogno di interventi: vegetazione che invade il percorso, crepe nel fondo, staccionate danneggiate, rifiuti, mancanza di panchine, ombra, cestini e punti dove bere. Eppure attraversa luoghi di grande valore come i Porti Imperiali di Claudio e Traiano, l’Episcopio di Porto e la stele in ricordo dei Garibaldini.
Con il collegamento con Roma lungo la Ciclovia Tirrenica, il nostro tratto diventerà la porta d’ingresso a Fiumicino per molti ciclisti e turisti. Vi chiedo di valutare:
- un calendario pubblico di manutenzione ordinaria (sfalci, pulizia, riparazioni);
- punti sosta con panchine, tavoli, cestini e rastrelliere, a partire dai luoghi storici;
- la piantumazione di alberi nei tratti più esposti;
- piccoli punti ristoro in concessione nei tratti più accessibili;
- aree picnic attrezzate nelle anse del fiume;
- pannelli informativi sui luoghi storici e naturali del percorso;
- la partecipazione ai bandi regionali e nazionali dedicati alla ciclabilità.
La proposta completa è descritta qui: https://www.visitfiumicino.com/il-parco-fluviale-di-fiumicino-parco-leonardo/
Vi ringrazio per l’attenzione e resto in attesa di un riscontro.
[Nome e cognome] [Indirizzo email]
Sappiamo che una proposta pubblica attira anche critiche, ed è giusto così. Per evitare fraintendimenti, ecco alcune cose che vogliamo chiarire.
Le immagini sono simulazioni. I “dopo” che vedi in questo articolo sono rendering realizzati a scopo divulgativo, per aiutare a immaginare come potrebbero cambiare alcuni tratti del percorso. Non sono progetti, non rappresentano misure, materiali o posizioni reali e non vanno lette come una proposta tecnica. Le foto del “prima” invece mostrano lo stato attuale della pista.
I progetti veri li devono fare i tecnici. Qualsiasi intervento andrà progettato da architetti, ingegneri, agronomi e professionisti abilitati, e dovrà ottenere i pareri e le autorizzazioni necessari. Il percorso attraversa zone di pregio naturalistico e archeologico e corre su un argine fluviale: ci sono vincoli e regole da rispettare, per esempio su dove e quali alberi si possono piantare senza compromettere la sicurezza idraulica. Noi abbiamo messo in fila delle idee. Come realizzarle, e se alcune vadano modificate o scartate, lo stabiliranno i tecnici e gli enti competenti.
I costi sono una stima di massima. Le cifre della tabella sono una pianificazione macro fatta sulla base dei prezzi medi di mercato al 28 settembre 2026, IVA esclusa. Servono a dare un ordine di grandezza e a mostrare che parliamo di interventi sostenibili. I costi reali dipenderanno dal progetto, dai materiali scelti, dalle condizioni del terreno e dall’andamento dei prezzi, e potranno essere anche molto diversi.
Anche i bandi cambiano. Le opportunità di finanziamento che citiamo sono quelle attive o note alla data di pubblicazione. Scadenze, importi e requisiti possono variare da un anno all’altro, e vanno sempre verificati sui siti ufficiali.
La manutenzione può dipendere da più enti. Lungo il fiume le competenze non sono sempre tutte del Comune: argini, aree archeologiche e zone protette possono fare capo a enti diversi. Proprio per questo serve un coordinamento, e un calendario pubblico degli interventi aiuterebbe tutti a capire chi fa cosa.
Rispetto per la natura prima di tutto. Non chiediamo di cementificare né di trasformare il parco fluviale in un parco giochi. Pensiamo ad arredi leggeri in legno, specie vegetali tipiche del litorale e interventi che si inseriscano nel paesaggio. Anche per i punti ristoro immaginiamo soluzioni discrete e attente ai rifiuti, a partire dall’acqua: una fontanella vale più di cento bottigliette.
Sulle persone che vivono lungo il fiume. Gli accampamenti lungo il percorso sono una questione delicata, che riguarda persone in difficoltà. Crediamo vada affrontata dai servizi competenti con soluzioni dignitose, e non è l’oggetto di questa proposta.
Non è un attacco a nessuno. La pista esiste grazie a chi l’ha progettata, finanziata e realizzata negli anni, e grazie ai volontari che se ne prendono cura da tempo. Questo articolo vuole aggiungere un tassello, non cercare colpevoli. Ci rivolgiamo a tutta l’amministrazione e a tutte le forze politiche, perché il parco fluviale è di tutti.
Se abbiamo sbagliato qualcosa, diccelo. Abbiamo cercato di basarci su fonti pubbliche e verificabili. Se trovi un dato impreciso o hai informazioni più aggiornate, scrivici: correggeremo volentieri l’articolo.