[aesop_parallax img=”https://www.visitfiumicino.com/wp-content/uploads/2017/03/P_20170318_100957_HDR.jpg” parallaxbg=”on” caption=”di Giuseppe D’Inverno” captionposition=”bottom-left” lightbox=”off” floater=”on” floatermedia=”Giorni di ordinaria magia a Torrimpietra” floaterposition=”center” floaterdirection=”down”] [aesop_audio src=”https://www.visitfiumicino.com/wp-content/uploads/2017/03/campagna_medievale.mp3″ loop=”on” viewstart=”on” viewend=”off” hidden=”on”]

 

[aesop_content color=”#ffffff” background=”#333333″ columns=”1″ position=”none” imgrepeat=”no-repeat” floaterposition=”left” floaterdirection=”up” revealfx=”off”]Era l’estate dell’anno 1643 e l’odore delle viti avvolgeva la campagna intorno al Castello di Torreimpreda (Catasto Alessandrino del 1660) mentre il Principe Orazio Falconieri passeggiava tra i suoi possedimenti, in compagnia del suo cavallo.

[/aesop_content] [aesop_parallax img=”https://www.visitfiumicino.com/wp-content/uploads/2017/03/P_20170318_101836_HDR-1.jpg” parallaxbg=”on” caption=”Il castello di Torrimpietra” captionposition=”bottom-left” lightbox=”off” floater=”on” floaterposition=”left” floaterdirection=”none”]

 

[aesop_content color=”#ffffff” background=”#333333″ columns=”1″ position=”none” imgrepeat=”no-repeat” floaterposition=”left” floaterdirection=”up” revealfx=”off”]Amava seguire i sentieri nei pressi del Bosco Sacro,per ritrovare un pò di sollievo alla calura estiva,mentre le api e le farfalle svolazzavano tra i cespugli. Orazio si faceva strada tra le ragnatele che apparivano come fili d’argento elaboratamente intrecciati e restava estasiato nell’udire il canto dei famelici uccellini. All’indomani Orazio sarebbe partito per il viceregno di Napoli per recarsi ad un allevamento di cavalli di razza corsiero napolitano, situato presso la Reale Tenuta di Carditello.Aveva infatti deciso di donare un bellissimo esemplare di cavallo al fratello Lelio, da poco divenuto cardinale per il volere di Papa Urbano VIII. La Famiglia Falconieri aveva infatti accettato l’incarico di difendere i territori dello Stato Pontificio ed erano giunti a Roma dalle terre fiorentine già da diversi anni. Dopo diversi giorni di viaggio estenuante,finalmente tornò al suo palazzo, fiero dell’ottimo acquisto fatto.L’esemplare di corsiero napolitano era poderoso e robusto nella sua forma snella e longilinea e trottava in maniera elegante e leggiadra.

[/aesop_content] [aesop_parallax img=”https://www.visitfiumicino.com/wp-content/uploads/2017/03/Confronto-Cavallo-Spagnolo.jpg” parallaxbg=”on” caption=”Ilustrazione di un corsiero Napolitano” captionposition=”bottom-left” lightbox=”off” floater=”on” floaterposition=”left” floaterdirection=”none”]

 

[aesop_content color=”#ffffff” background=”#333333″ columns=”1″ position=”none” imgrepeat=”no-repeat” floaterposition=”left” floaterdirection=”up” revealfx=”off”]Già durante il viaggio però, lo stallone presentava il suo carattere ribelle e non permetteva a nessuno di farsi imbrigliare o solamente farsi poggiare una sella sul dorso ma il Principe Orazio era convinto di avere la soluzione a questo spiacevole inconveniente o, per meglio dire, di conoscere la persona giusta che poteva domare il cavallo, almeno voleva mettere alla prova la le dicerie che si mormorava tra i mezzadri. Era molto euforico mentre saliva lo scalone,da poco realizzato dall’architetto Fuga, cosicchè appena intravise il suo fedele aiutante nel palazzo gli chiese di andare immediatamente dal suo capovaccaio, Pagliaccetto, per invitarlo, con una certa urgenza, presso il castello.

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[aesop_parallax img=”https://www.visitfiumicino.com/wp-content/uploads/2017/03/17361294_10206854584601614_1316017683_n.jpg” parallaxbg=”on” caption=”Casale di Castiglione delle Monache” captionposition=”bottom-left” lightbox=”off” floater=”on” floaterposition=”left” floaterdirection=”none”]

 

 

[aesop_content color=”#ffffff” background=”#333333″ columns=”1″ position=”none” imgrepeat=”no-repeat” floaterposition=”left” floaterdirection=”up” revealfx=”off”]Solo dopo qualche ora il servitore del Principe Orazio riuscì a trovare il fattore nei pressi dell’antico borgo all’interno del Casale di Castiglione delle Monache, mentre pascolava le sue vacche. Quando apprese la volontà del suo signore, il capovaccaio decise di rientrare in anticipo alle stalle perchè era ben nota la poca pazienza del Principe. Durante il suo percorso, mentre cercava di intuire il motivo di tale chiamata, ascoltava i suoni del bosco che facevano da cornice ad una coppia di fagiani mentre da lontano sentiva il rumore della pialla del falegname. Quando giunse al castello l’umile servitore del Falconieri condusse immediatamente Pagliaccetto al piano nobile del palazzo, salendo una sontuosa scalinata. Quando giunse dinanzi al cospetto del Principe lo trovò che ossigenava un bicchiere quasi colmo di vino rosso, proveniente dalle cantine del palazzo. I giochi di luce del calice di cristallo riflettevano su tutte le pareti. Il Principe appariva inebriato dalla degustazione di quel vino dal colore rosso rubino e dal sapore molto piacevole e fruttato.

[/aesop_content] [aesop_parallax img=”https://www.visitfiumicino.com/wp-content/uploads/2017/03/franciacorta-paesaggio-1-ph-f.cattabiani1.jpg” parallaxbg=”on” captionposition=”bottom-left” lightbox=”off” floater=”on” floaterposition=”left” floaterdirection=”none”] [aesop_content color=”#ffffff” background=”#333333″ columns=”1″ position=”none” imgrepeat=”no-repeat” floaterposition=”left” floaterdirection=”up” revealfx=”off”]Dopo un breve e striminzito cenno di saluto, Orazio senza inutili preamboli, espose a Pagliaccetto il motivo della sua chiamata e gli spiegò il suo grande problema nel domare lo stallone appenna acquistato per l’alto prelato, ammettendo anche di aver già provato diverse volte ma senza riuscirci. Oramai Pagliaccetto rappresentava, per il Principe, la sua ultima possibilità ma poteva considersi anche un ottimo banco di prova per testare le qualità “magiche” dal fattore e magari smascherarlo. In realtà era convinto che il capovaccaio nemmeno avrebbe accettato l’incarico ma rimase deluso perchè Pagliaccetto, senza battere ciglio, accettò e,con fare baldanzoso, gli promise che già alle prime luci dell’alba del giorno seguente lo stallone sarebbe divenuto mansueto e docile. Orazio Falconieri ed il suo servitore si guardavano con perplessità ma, un suo ghigno goliardico, esprimeva anche un pizzico di soddisfazione. Era cosi contento il Principe che, in maniera provocatoria, promise anche una lauta ricompensa al fattore nel caso di buona riuscita del comune obiettivo.

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[aesop_parallax img=”https://www.visitfiumicino.com/wp-content/uploads/2017/03/torre-pagliaccetto_1.jpg” parallaxbg=”on” caption=”La Torre del Pagliaccetto” captionposition=”bottom-left” lightbox=”off” floater=”on” floaterposition=”left” floaterdirection=”down”]

 

[aesop_content color=”#ffffff” background=”#333333″ columns=”1″ position=”none” imgrepeat=”no-repeat” floaterposition=”left” floaterdirection=”up” revealfx=”off”]Pagliaccetto cosi corse dalla sua amata Aniella,che alloggiava nel borgo,per raccontarle quanto era successo. Era molto legato a quella donna dai tratti gentili e dalle forme molto esili ma purtroppo non riusciva a renderla felice,dati i loro scarsi averi. Questa poteva quindi rappresentare la loro unica occasione e questo fece nascere nei loro occhi una luce di speranza. La donna cercò però di dissuaderlo dall’intento; magari poteva essere un tranello del Principe per portare il capovaccaio davanti al Tribunale dell’Inquisizione Romana. Pagliaccetto, invece, decise di correre questo rischio. Alle prime luci dell’alba, il Principe Orazio Falconieri si presentò nei pressi della Torre di Pagliaccetto, accompagnato dal suo umile servitore e da un folto gruppo di mezzadri, tutti pronti a mettere in risalto l’eventuale insuccesso del capovaccaio. Pagliaccetto non li fece attendere molto quando uscì portando con se solamente una bardella (sella). Tutti insieme si dirissero nella stalla dove aveva pernottato il nobile equino. Una volta condotto il corsiero fuori, Pagliaccetto poggiò la bardella sul dorso del cavallo e chiese al Principe di montarlo.

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[aesop_parallax img=”https://www.visitfiumicino.com/wp-content/uploads/2017/03/17342266_10206854583081576_152745880_o.jpg” parallaxbg=”on” caption=”Targa marmorea in onore di Horatius Falconieri” captionposition=”bottom-left” lightbox=”off” floater=”on” floaterposition=”left” floaterdirection=”none”]

 

[aesop_content color=”#ffffff” background=”#333333″ columns=”1″ position=”none” imgrepeat=”no-repeat” floaterposition=”left” floaterdirection=”up” revealfx=”off”]Sul viso del nobile Falconieri traspariva un profondo scetticismo; i tratti somatici mettevano in risalto una profonda paura perchè non riusciva a credere che quell’uomo, in poche ore, era riuscito a domare un cavallo così selvaggio. Orazio, però, non poteva esimersi quindi,con una certa prudenza, salì sul dorso dell’equino ed iniziò a cavalcarlo con eleganza e leggiadria. Tutti i partecipanti rimasero sconcertati e con un certo giubilo invocarono ai poteri magici di Pagliaccetto. I due amanti si guardarono negli occhi. Erano impauriti e non sapevano ora cosa sarebbe successo. Il Principe scese da cavallo e con fare mite e gentile ringraziò il buon fattore del suo “magico” intervento e gli consegnò un sacchetto colmo di monete. Pagliaccetto preso dall’emozione prese la mano di Aniella ed iniziarono a correre nel Bosco Sacro, saltellando tra campanule e genzianelle campestri mentre, in lontananza, una coppia di giovani daini seguivano la scena…………

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[aesop_parallax img=”https://www.visitfiumicino.com/wp-content/uploads/2017/03/P_20170318_101035.jpg” parallaxbg=”on” captionposition=”bottom-left” lightbox=”off” floater=”on” floaterposition=”left” floaterdirection=”none”]
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