Scopri una piccola cappella piena di storia e spiritualità – Focene


Nel pieno della campagna tra Focene e Maccarese svetta nella sua primitiva e semplice bellezza una piccola cappella del 1700 che racconta la storia di un’antica martire dell’Isola Sacra, Santa Ninfa.

Prendendo via delle idrovore da Focene in direzione di Maccarese si arriva allo svincolo con via di Santa Ninfa, è qui che è serbata in mezzo alla campagna, tra antichi casali diroccati e grandi distese verdi, la piccola cappella di Santa Ninfa.
Si tratta di una cappella votiva del’700, dono di Papa Leone IV, circondata dai resti di quelli che furono antichi casali contadini.

Al suo interno si trova un’unica stanza bianca, spoglia con un’abside che probabilmente un tempo ospitava una statua della Santa.

Entrando in questa piccola, minuscola cappella si ritorna indietro di secoli e chiudendo gli occhi ci si immagina la vita, le opere e la morte di questa donna, vissuta 1700 anni fa qui, in queste terre, predicando la propria fede e morendo per essa.

Qualunque sia il nostro credo è qualcosa di molto profondo e spirituale.

Ninfa era figlia di Aureliano, prefetto di Palermo, persecutore dei cristiani.
Fu convertita e battezzata nella sua casa dal vescovo Mamiliano, insieme ad altre trenta persone.
Il padre Aureliano mentre arrestava Mamiliano e altri duecento cristiani, cercò di far recedere la figlia dalla nuova religione. Visti vani i suoi tentativi e dopo averli sottoposti a torture, li fece chiudere in carcere, ma la leggenda narra che un angelo li liberò, conducendoli in riva al mare dove trovarono una barca.
In seguito ad una persecuzione religiosa per opera degli Ariani fu mandata in esilio in Africa, forse insieme a S. Mamiliano vescovo di Palermo ( ? ).
Da qui, riscattata dalla pietà dei fedeli, si ritirò in Sardegna e quindi all’Isola del Giglio o in altra viciniore, ove S. Mamiliano pare abbia fondato qualche Monastero per monache eremite.

Desiderosi di visitare Roma sbarcarono in un luogo chiamato Bucina; dopo la visita alle tombe degli apostoli, Mamiliano morì e Ninfa lo fece seppellire vicino Bucina; dopo circa un anno anche Ninfa morì e fu sepolta dove erano conservate le reliquie di altri martiri.
Per il legame con il Santo monaco, pare si sia recata a Roma per venerarvi i Sepolcri degli Apostoli Pietro e Paolo e sia morta a Porto, cioè Fiumicino, ove i Cristiani Le edificarono una Chiesa.
I cristiani del luogo la invocarono perché passasse una siccità che li affliggeva.
La più antica notizia su S. Ninfa è del secolo IX, nel Liber Pontificalis, perché nella biografia del papa Leone IV (847-855), si legge che egli fece un dono alla chiesa di S. Ninfa martire, esistente nella zona Portuense.

Il culto nella Città di Palermo è antichissimo; la sua memoria risale al 1483 per la dedicazione di una campana nella Cattedrale;in un Capitularium manoscritto dell’Archivio storico Diocesano del XIV secolo è ricordata in una Litania dei Santi; nel Breviario membranaceo di Simone di Bologna nel Tesoro della Cattedrale di Palermo ( 1445 ) e nelle varie espressioni dell’arte.
(fonte: https://www.santodelgiorno.it/santa-ninfa/)

ATTENZIONE: la cappella di S. Ninfa si trova su terreno privato, non è (purtroppo) quindi aperta al pubblico, usare quindi cautela e cortesia nel visitarla. Se c’è il proprietario chiedere sempre prima il permesso. Se invece notate che viene “maltrattata” segnalate la cosa all’assessorato alla cultura e alla segreteria del sindaco. E’ in ogni caso un patrimonio artistico e storico da preservare e valorizzare.

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